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Commento critico:

IL CADUCEO E IL LIBRO

(L'AVVENTO DEI FILOSOFI)

Dopo la serie de I Sedianti (anni 70-80), questa de I Filosofi, iniziata agli albori del terzo Millennio, è il corpus più omogeneo e significativo di Umberto Falchini, che raccoglie e porta a maturazione le esperienze degli anni 80-90, soprattutto quelle della serie del Viaggiatore.
Dove dominava l'infinita e incoerente ricerca sembra ora materializzarsi l'utopia e raggiungersi la mèta dell'errare, in tutto il suo splendore e, però, la sua problematicità. Infatti il taglio del nastro non conduce a un soddisfatto appagamento, ma a un forte impegno ri-propositivo, a un'esigenza di sintesi tra intuizione e suoi modi espressivi, a un rinnovamento deciso ma armonico (senza pentimenti o ritrattazioni) della struttura del racconto.
È un'interrogazione su se stesso a far scattare nel Viaggiatore il meccanismo di revisione, basato sulla rilettura della trama intricata della sua vita e sulla verifica della serie e dell'ordine gerarchico dei valori che vivono dietro la sua facciata, presenti e determinanti nella loro apparente inapparenza.
L'interrogazione è di quella definitive, tesa all'individuazione di un mondo in cui la funzione di guida spetti ad alcuni straordinari e negletti valori quali la conoscenza, il pensiero, insomma la filosofia.
Questa non è assunta in sé, ma inserita in un rapporto dialettico con l'arte che affonda le radici nel pensiero idealistico tedesco (penso sopratutto all'Hegel della Enciclopedia) ed ha provocato anche altri artisti (ad esempio Kosuth con la sua Art After Philosophy). Per parte sua F. ha inteso costruire sul bagaglio culturale dei Filosofi un mondo poetico maturo, in cui pensiero e sapere non siano concetti vuoti ma neppure tracce obbligate e insuperabili; un mondo sufficientemente indeterminato da comprendere sia gli scenari reali che quelli possibili, e produrre una svolta decisiva nel lavoro pittorico dell'artista senza rinunciare a un fondo, peraltro irrinunciabile, di continuità.
In questa prospettiva si inseriscono i nuovi protagonisti dell'arte, i Filosofi, guide – pensose, ironiche, accorate, beffarde, responsabili, infantili – della nostra vita. Sono figure alate che si librano sui deserti decadenti della nostra contemporaneità, o nella purezza astratta delle notti, o nella concentrazione tautologica dei ritratti senza sfondo; figure per lo più doppie (corpo-ombra, vita-idea, essere-non essere) che si fregiano di simboli identificativi, il corto bastone a occhiello, antichissimo, che impugnano come un caduceo, e il libro che leggono o semplicemente tengono in mano e che – compatto e rilegato – è un moderno riferimento culturale, abbastanza diretto e se si vuole ordinario ma, proprio per questo, efficace e indiscutibile. La distanza storica e psicologica esistente tra questi due emblemi (ricercato e stilizzato il primo, comune e quotidiano il secondo) è dimostrazione della natura equivoca e enigmatica di questi personaggi, che sono forti e consistenti nel ruolo che svolgono ed evanescenti, fanciulleschi e quasi incompleti nel loro porsi. Così come forte e contraddittorio, nella storia e nella vita, è il valore di cui sono testimoni.
Questi aspetti sono particolarmente evidenti negli ultimi lavori, una serie di tempere su carta che si concentrano sui personaggi alleggerendo, quando non annullando, l'invadenza del paesaggio, ora luogo non situazionale ma solo allusivo, trascorrendo per diversificate scelte cromatiche (liberate ormai dalla tirannide del rosso-arancio), tracciando gesti posture espressioni in modo volutamente approssimato, attingendo alla tradizione classica e a un certo tipo di memoria religiosa con assoluta libertà e modernità.
L'atto espressivo è in queste opere còlto nel suo compiersi, senza ripensamenti, eccessi elaborativi o tecnicismi di scuola; da ciò l'aura di libertà che si sprigiona dalle immagini pittoriche e invade il terreno privato del lettore, coinvolgendolo e convincendolo della verità, anzi della necessità, di questo stra-ordinario mondo dell'utopia.

Bruno Sullo

Ottobre 2007

Testo critico di presentazione per la mostra "I Filosofi – opere recenti di U.Falchini" La Casa dell'Arte - Palazzo Marini - Rosignano Marittimo
3/16 novembre 2007

Umberto Falchini - Pittore
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